Canto di Natale

Difficile parlare di considerazioni “a freddo” visto che in #MilanAtalanta si è trattato di un sacco di freddo, secchiate di freddo, freddo a palate: San Siro sembrava un congelatore pieno di bistecche. E poi il nebbione che scendeva e saliva, tanto che Gigio a tratti era mimetizzato con lo sfondo come i ricci di castagna fra le foglie morte.

Quando Sportiello (in fluo) si lamentava di qualcosa, c’era sempre una voce della verità che gli urlava «Ma stai zitto, che non hai visto un cazzo!». L’unica cosa che si è capita bene è che l’Atalanta è scesa in campo con l’idea di farci incazzare e innervosire uno per uno, fino alla fine, e ci è riuscita. La carica finale per vincerla per poco non ci ha fatto perdere. C’era Poli che si scaldava con le mani in faccia alla Urlo di Munch (Andrea, dovresti vedere le nostre quando entri te, detto con affetto) e ho ammirato tantissimo la capacità di autocontrollo di Romagnoli — si vede benissimo che si incazza, ma per il bene maggiore, decide di stare calmo. Voi direte «E vabbè?»
Si vede che vi abbiamo perso quando giocavano ancora difensori veri.
Un difensore calmo. E qui fatemi spendere due secondi, li ho lodati tutti, i piccoli, tranne lui, che solo per come ha ironizzato sui suoi voti sulla Gazzetta avrebbe meritato un applauso: «Non mi comprate al fantacalcio». In più si trova in una situazione in cui come compagno di reparto e capufficio c’è Abate Ignazio.

In settimana ho letto molti pareri sfavorevoli all’espressione di un tifoso nelle decisioni societarie, e sono opinioni personali, non voglio dare del coglione a nessuno: ma lo vedo solo io che, a differenza degli ultimi quattro anni, c’è una consapevolezza ritrovata di giocare nel Milan? Questi ragazzi, che a volte inquietano noi trentenni e su, perché appartengono ad una leva completamente diversa, e hanno i loro modi — e io che non ho visto giocare Baresi e Maldini sedicenni (il mio Milan è sempre stato un Milan di adulti, dove il giovane al massimo era Kakà che quando ha debuttato aveva 21 anni, e già Pato diciottenne è stato un caso eccezionale) non riesco a capire se è normale o meno tutto questo sentimentalismo, a volte pare di guardare un reality dove giovani donne lottano con le prime sindromi premestruali e giù valli di lacrime, tipo Ginnaste o Teen Mom, e questo un po’ disorienta — ma non credo di bestemmiare dicendo che c’è bisogno, oltre alla consapevolezza ritrovata, di comprare qualcuno o di dire che cazzo hanno intenzione di farci con questa squadra.

Sennò ci ritroviamo a fare lo stesso campionato dell’anno scorso, con l’unica prospettiva grottesca delle trasferte in Texas. A beneficio dei texani. Che davvero, salvo eccezioni sono atroci come uno se li immagina, credetemi, con il cappello da Cowboy, il cinturone, i Nickelback nell’iPod e il Remington inventato da Dio per eliminare gli ebrei e gli omosessuali.
Ecco, prendete un po’ questo pezzo come un bilancio di metà stagione e augurio di un Canto di Natale, quello di Dickens e Disney. Sai mai che a chi di dovere non gli si intenerisca il cuore e non mandino qualcuno a prendere il tacchino più grosso della macelleria perché nottetempo li è andati a trovare uno spirito casciavit a tirargli un calcio nel culo?

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KalamandRay

La Calamandrei. Scrittrice casciavit e bòna.

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