Il trequartismo è un’intuizione

Ci sono ricordi che si fondono con i nostri pensieri e lo fanno in bianco e nero. E lo fanno talmente tanto intensamente che anche la realtà per alcuni momenti ci sembra un vecchio film anni ’30, in stile noir. Mi accendo una sigaretta e mi faccio avvolgere il volto da una nuvola bianca che sembra una macchia di colore da quanto è buia questa notte. Claudia non c’è, sono da solo. Io e il silenzio che solo una casa vuota sa regalare. O come uno stadio stracolmo quando trattiene il respiro tra il momento in cui il pallone lascia il tuo piede destro e quello in cui finisce fuori di un soffio, diventando un sospiro di dispiacere misto a gioia delle due tifoserie mescolate dentro lo stesso catino. La partita è in bilico, le due squadre si affrontano ad armi pari e con uguale ardore. Basterebbe un solo particolare per far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Una giocata, un singolo momento. Nel posto giusto e nel momento giusto, con una mente in grado di cogliere l’attimo e di capirne le potenzialità. Claudia non è di facile soluzione, mi sta facendo scervellare più di quanto io sia mai stato abituato. A volte mi scappa dalle mani come un pallone ricoperto di pioggia e di fango. Sposto le tende e guardo fuori dalla finestra. Dio se piove. Mi appoggio al muro che so essere bianco ma che stanotte non ha colore e guardo fuori. Lo spettacolo è monotono: è pioggia fitta, stretta, densa. Penso che probabilmente non si riuscirebbe a passarci attraverso. Non ci passo, do la palla all’indietro e ricominciamo. Proviamo da un altro angolo, da un altro lato. Proviamole tutte, prima di alzare bandiera bianca. Un punto debole dovrà pur averlo, questa difesa. Anche se, a guardarli, non si direbbe proprio. Alti, grossi, atletici. Gran senso dell’anticipo, cattiveria agonistica e desiderio di farmi passare la voglia di giocarci vicino. Madonna come vorrei superarne due in dribbling, allargare il gioco sulla fascia destra premiando la sovrapposizione del terzino e attaccare l’area concludendo poi l’azione con una splendida sforbiciata che finisce sotto l’incrocio. Ma non ci riesco, sono chiusi, sono stretti. Mi arriva la palla. Una spallata poderosa mi rispedisce sulla terra, lontano dai miei pensieri di gloria. Un po’ più forte e mi avrebbe staccato il corpo dall’anima. Sbatto la faccia sull’erba, fallo per noi. So che era voluto, come se fosse l’ennesimo avvertimento a lasciar perdere ogni tipo di velleità. Rialzo la testa dal cuscino, mi rimetto in piedi e vado verso la cucina. Mi verso un amaro, mai col ghiaccio. Claudia è un pensiero fisso, ormai. Rivedo i momenti passati con lei e penso a quelli che ancora dovrò vivere. Li seziono, li analizzo, in cerca di quei particolari che mi fanno stare bene, che mi rendono vivo. Cercando di trovare l’istante in cui è scattata la scintilla della felicità e cercando di capire di come abbia fatto a coglierne l’attimo. Se è stato voluto o se il nostro magnetismo sia frutto di un’attrazione inevitabile e inconscia. Sto per battere la punizione, la barriera mi guarda come se fossi il suo nemico più grande. L’altra sera l’ho portata fuori a cena, le ho fatto trovare una calla – il suo fiore preferito – sul tavolo del ristorante, il suo sorriso di ringraziamento è valso tutto il tempo che ho dovuto aspettare per rivederlo. Calcio la palla esattamente nel modo in cui avrei voluto colpirla, ma il rumore di sottofondo dello stadio mi fa capire che è uscita di nuovo di poco. Peccato. Abbiamo mangiato del pesce fresco, bevuto dell’ottimo vino bianco e abbiamo camminato mano per mano fino a casa, in mezzo a nebbia, freddo e tanti sorrisi. Uno di quei momenti in cui vorresti fermare il tempo e vivere lì, in quel luogo, per tutta la vita. O perlomeno avere qualcuno che riesca a immortalare l’istante per poi tenerselo lì, a portata di mano ogni qualvolta lo si voglia rivivere. Decido di provarci sulla fascia sinistra. Mi libero del mio marcatore e chiamo palla, che puntualmente mi arriva sulla corsa. Accarezzo il pallone con il collo del piede destro prima di fargli toccare il terreno e si ferma docile davanti alla mia linea di corsa. Tra me e me mi compiaccio per il gesto tecnico, ma i miei pensieri vengono interrotti dal fischio dell’arbitro. È fuorigioco. Eppure sono convinto di esserci stato attento. Quel suono è fastidioso. Vado a rispondere al telefono, guardo sul display. Non è Claudia. È uscita con un’amica, ma a me non importa nulla di sentire qualcuno che non sia lei, stasera. Tolgo la suoneria, afferro la sedia dallo schienale, la giro e mi ci siedo sopra a cavalcioni, come facevano nei saloon dei western. Mi accendo l’ennesima sigaretta e prendo boccate di noia appoggiato al mio avambraccio sinistro. Guardo il vuoto. E penso. Penso che quando non c’è mi manca, e che quando c’è mi sento diverso. Che pensare a lei mi fa venire voglia di essere sempre un uomo migliore rispetto al giorno prima. Che probabilmente è quella giusta. Anzi, che è quella giusta. Eccola, la scintilla. E allora sì, ricevo palla spalle alla porta, ma non la stoppo. Faccio finta di andarle incontro e la lascio scivolare tra le mie gambe, accompagnadola con il piatto sinistro nella direzione opposta alla mia finta direzione di corsa. Ci cascano entrambi i miei marcatori, sono in zona centrale, leggermente spostato a sinistra. Corro verso la porta, a testa alta. Come un cacciatore pronto dietro a una siepe con il suo fucile, così io aspetto solo il cenno del mio attaccante. Eccolo, fa il contro-movimento alle spalle del difensore. Mi si apre lo spazio tra i due centrali, lo servo con un palla rasoterra in diagonale esattamente lì in mezzo. Deve solo buttarla dentro, ma sono sicuro che sia la palla giusta. L’ho capito appena mi è passata davanti. È stata l’intuizione a guidarmi. La scintilla. Claudia è quella giusta. E la palla finisce in rete. Gol. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto noi. Abbiamo vinto, io e te.

The following two tabs change content below.

frailmari

Trequartista nella vita. Si è ritrovato in panchina perché dio usa il 4-3-3. #Gourcuffer | #staymezzapunta | #slidismo
Share

Leave a Reply

COMMENTI RECENTI