INTERVISTA – Tomas Locatelli: «Tutta la verità su mio figlio»

Il day-after per Manuel Locatelli — a segno nel 4-3 in rimonta contro il Sassuolo con una rete da antologia — è davvero niente che abbia mai vissuto. Interviste, indiscrezioni, articoli dedicati, copertine. E noi, da buon blœg più titolato al mondo, non potevamo esimerci dal fare la nostra grande esclusiva. E quindi abbiamo contattato Tomas(h), il vero — ve lo giuriamo su wikipedia.en — padre di Manuel(h).
Questa l’intervista:

– Ciao Tomas e, prima di ogni altra cosa, grazie per essere stati gli unici a cui hai concesso questa esclusiva. Partiamo subito forte, con la domanda che tutti ti staranno facendo in queste ore a seguito del gol di Manuel Locatelli ieri contro il Sassuolo: perché non hai l’ACCA nel nome? Cioè, Thomas sarebbe più corretto.
Ciao ragazzi, grazie dello spazio che voi mi avete concesso al contrario di quanto fatto da Capello, Morini, Sacchi, Galbiati, Tabarez e via dicendo. Vi ringrazio soprattutto per voler intervistare me che non sono né Thomas Locatelli né Tomas Locatelli, ma Tomas(h) Loc(h)atelli. Vado con ordine, Franco. Non ho l’acca nel nome perché secondo il presidentissimo Berlusconi non andava bene. Come i capelli di Lentini o quelli di Ba (che infatti si faceva chiamare Ibou perché in Ibrahim c’era l’acca).

– È anche il motivo per cui non hai chiamato tuo figlio Mhanuel? Dare un senso di continuità al cognome Locatelli, immaginiamo.
Mio figlio in realtà si chiama Manuelh ma stiamo aspettando il closing per poter mettere la acca.

– Abbiamo trovato nell’archivio una tua figurina della stagione 1996/1997. Che effetto ti fa rivedere quella oscena collanina con le lettere al posto dei ciondoli? Non trovi che la moda di metà anni ’90 fosse davvero imbarazzante? Sei contento che tuo figlio Manuel non abbia le meches come, invece, le portavi tu nel 1996?
Il look anni ’90 è la cosa migliore avvenuta al mondo dopo la creazione della piada. Credo fortemente che come tutte le mode, tornerà seguendo il suo ciclo naturale. Questo è il motivo per cui ora come ora sono il maggior azionista sia della “Buffalo Shoes” che della “Essenza”. Credo fortemente nei tamarri. Per questo Manuelh adesso si muoverà solo su un Booster Spirit 2 tempi del 2001.

– A proposito, parliamo di Manuelh. Quando hai deciso che sarebbe diventato tuo figlio?
Ho deciso stamattina che sarebbe diventato mio figlio. D’altronde lo dice il web. E il web ha sempre ragione. (wikipedia.en, ndr)

– Lui ha segnato di sinistro sotto l’incrocio permettendo al Milan di vincere, tu nemmeno per sbaglio, tranne un gol totalmente inutile al Goteborg in Champions League: non ti girano un po’ per tutta la risonanza mediatica che sta avendo il tuo bambino?
No perché avevo scommesso alla SNAI che avrebbe segnato al 73esimo minuto, di sinistro, sotto il sette e avevo giocato pure in combinata il risultato esatto 4-3. Infatti oggi ho comprato la Apple.

– Parlando del passato, com’era Dugarry da vicino? Davvero così unto come sembrava in TV?
Dugarry sarà il testimonial per la nuova linea della Essenza. Per l’uomo che non deve ungere mai.

– È vero che quando tuo figlio Manuelh ha visto i video di te come calciatore del Milan ha pensato di smettere col calcio e avete dovuto mandarlo dallo psicologo per fargli riprendere il pallone in mano?
Vero. Infatti lo abbiamo mandato dallo psicologo e da lì ha iniziato a prendere il pallone solo in mano tant’è che lo abbiamo fatto tesserare nella squadra di pallamano dove gioca la figlia di De Boer.

Che dire, Loc(h)atelli fa proprio le cose per bene. De Boer è avvisato.

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frailmari

Trequartista nella vita. Si è ritrovato in panchina perché dio usa il 4-3-3. #Gourcuffer | #staymezzapunta | #slidismo
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