#slidismo – L’analisi tattica di Inter-Milan

Non ce n’era davvero bisogno. No. Di rivedere il derby, dico. Perché farsi tanto male? Ma poi, mi son detto, ho rivisto Milan-Empoli e Fiorentina-Milan dell’anno scorso, cosa vuoi che sia rivedere un derby giocato anche piuttosto bene, ma perso amaramente? Dolore. Sofferenza. E anche un po’ di rosicamento, ecco cosa significa.
Ma l’ho fatto per una buona causa, l’ho fatto per il ritorno dello #slidismo e quindi — per questa volta — va bene così, sperando di rivedere almeno una volta ogni tanto la replica di una vittoria.

Dolore a parte (iniziato già dalla mattinata con la scoperta che @symdona è un abile mentitore che scrive pezzi bellissimi, ma falsi. Ma questa è un’altra storia), rivedere il derby mi ha dato delle indicazioni che a mente calda non era riuscito a cogliere, facendomi anche cambiare idea su alcune cose.
Tipo: voi non ci crederete mai, ma Montolivo, al netto di qualche difetto nella marcatura a uomo di Perisic in fase di non possesso, ha giocato una buona gara. Molto meno scolastico di quello che è sembrato live. Ed è incredibile perché a dirlo sono proprio io, che ritengo Montolivo inadatto a giocare nel Milan, figuriamoci a farne il capitano. Ma questa volta il 18 mi ha sorpreso, ha dato ordine al centrocampo e ha fatto poche giocate banali per tutto il primo tempo. Nella ripresa è calato, ma è calata tutta la squadra. Non me la sento di dare la colpa solo a lui per una manovra che ha stentato sotto ogni punto di vista.

Tornando a gambe unite sulla partita e sulla parte tattica, Mancini ha provato a sorprendere tutti con l’inserimento di Perisic (@bennygiardina mi scuserà se alle due del mattino — dopo 5 ore di lavoro tra visione, pause, slide e stesura del pezzo — eviterò di scrivere i nomi con la loro grafia corretta) dietro le due punte, schierandosi a “specchio” con il 4-3-1-2 marchio di fabbrica del Mihajlovic milanista. La verità è che questa disposizione, oltre a non creare alcun tipo di pericolo alla squadra rossonera, ha ingolfato la manovra interista per tutto il primo tempo, provocando addirittura l’errore di Murillo per la grossa occasione di inizio gara capitata sui piedi di Luiz Adriano, ben servito da Bacca.

Il 4-3-1-2 di Mancini in fase di inizio azione ha trovato delle difficoltà per le marcature a uomo dei giocatori rossoneri. Lo schema "a specchio" di Mancini non è stata una buona idea. Qua la palla arriverà a Murillo, ultimo uomo, che poi commetterà l'errore.

Il 4-3-1-2 di Mancini in fase di inizio azione ha trovato delle difficoltà per le marcature a uomo dei giocatori rossoneri. Lo schema “a specchio” di Mancini non è stata una buona idea. Qua la palla arriverà a Murillo, ultimo uomo, che poi commetterà l’errore.

Il Milan, invece, nella prima parte di gara è riuscito sempre a cogliere di sorpresa la retroguardia nerazzurra. Un po’ per i buoni movimenti della coppia d’attacco rossonera e un po’ per la non corretta disposizione della difesa interista, spesso troppo alta e allineata male. L’idea di Mihajlovic è stata semplice, ma molto efficace: un attaccante va incontro alla palla e l’altro parte alle spalle del secondo difensore centrale, sperando di ricevere la palla nello spazio dalla prima punta andata incontro.

I movimenti sincronizzati degli attaccanti del Milan che tanto hanno messo in difficoltà la difesa interista del primo tempo: Luiz Adriano incontro alla palla servita da Montolivo e imbucata di prima intenzione per il movimento di Bacca tra Murillo e Jesus.

I movimenti sincronizzati degli attaccanti del Milan che tanto hanno messo in difficoltà la difesa interista del primo tempo: Luiz Adriano incontro alla palla servita da Montolivo e imbucata di prima intenzione per il movimento di Bacca tra Murillo e Jesus.

E, soprattutto, mai con “ruoli fissi”: non è stato sempre Luiz Adriano ad andare incontro e non è stato sempre Bacca a tagliare nello spazio. Questo ha portato gravi incertezze tra Medel e Murillo, mai totalmente convinti sul da farsi.

Ancora i movimenti della coppia d'attacco rossonera: questa volta è Bacca ad andare incontro ai centrocampisti e a mandare Luiz Adriano in porta, perso alle spalle da Murillo, che compensa con la corsa.

Ancora i movimenti della coppia d’attacco rossonera: questa volta è Bacca ad andare incontro ai centrocampisti e a mandare Luiz Adriano in porta, perso alle spalle da Murillo, che compensa con la corsa.

Nel primo tempo il Milan ha dimostrato una buona gestione della palla in fase offensiva, cercando molto più spesso la profondità e la verticalizzazione rispetto a un’Inter che, oltre ai problemi suddetti nell’iniziare l’azione, ha preferito tenere maggiormente la palla con un possesso orizzontale, facendola transitare dai piedi di tutti i giocatori portati in fase offensiva nell’attesa di trovare un varco vincente. C’è voluta una punizione battuta male, un contropiede e una disattenzione di De Sciglio al 46° minuto per trovarne uno, ma lo vedremo più avanti.
Il Milan, di contro, ha sfruttato anche la presenza del trequartista, in questo caso (sperando sia l’ultimo) Honda che, ben marcato da Felipe Melo nella zona centrale, è riuscito a rendersi pericoloso quando con un movimento verso l’esterno ha tagliato fuori il centrocampista ex Galatasaray.

Honda riesce a eludere la marcatura a uomo di Felipe Melo con un movimento a mezzaluna verso l'esterno del campo. Murillo viene portato fuori posizione da Luiz Adriano e il brasiliano serve il giapponese in profondità.

Honda riesce a eludere la marcatura a uomo di Felipe Melo con un movimento a mezzaluna verso l’esterno del campo. Murillo viene portato fuori posizione da Luiz Adriano e il brasiliano serve il giapponese in profondità.

Vista così, onestamente, sembrerebbe un dominio rossonero, ma in realtà il Milan ha palesato dei piccoli grandi problemi durante il primo tempo, che indirettamente si rifletteranno su ciò che succederà nella ripresa: i movimenti del pressing e l’ampiezza della squadra sul campo. Più di una volta l’Inter ha avuto, in condizioni di contropiede o di uscita dal pressing rossonero, uno sbocco facile a destra: la causa è da ricercarsi nella disposizione troppo stretta della squadra di Mihajlovic e dalla poca propensione di Bonaventura (vuoi per mancanze tattiche, vuoi per dispendio energetico) a seguire Guarin.

I problemi del Milan del primo tempo arrivano solo dal punto di vista dell'ampiezza sul campo: dopo il pressing i rossoneri sono sempre troppo stretti e in un paio di occasioni Guarin avrebbe l'opportunità di andare in porta, perso da Bonaventura.

I problemi del Milan del primo tempo arrivano solo dal punto di vista dell’ampiezza sul campo: dopo il pressing i rossoneri sono sempre troppo stretti e in un paio di occasioni Guarin avrebbe l’opportunità di andare in porta, perso da Bonaventura.

Dall’altra parte, però, ci sono stati ben altri problemi: Mancini, confabulando con Sylvinho, arriva alla conclusione che invertendo Medel e Murillo avrebbe potuto limitare i tagli di Bacca e Luiz Adriano. La realtà dei fatti è che non è andata così e il brasiliano si è presentato di nuovo davanti ad Handanovic, passando di nuovo alle spalle del marcatore, questa volta Medel.

Mancini inverte Medel e Murillo per provare a contenere meglio i tagli delle punte rossonere, ma la difesa nerazzurra fatica a registrarsi: Melo viene portato fuori posizione da Honda e Bonaventura, superando Guarin, mette le basi per un'azione pericolosa.

Mancini inverte Medel e Murillo per provare a contenere meglio i tagli delle punte rossonere, ma la difesa nerazzurra fatica a registrarsi: Melo viene portato fuori posizione da Honda e Bonaventura, superando Guarin, mette le basi per un’azione pericolosa.

Arrivato sulla trequarti Bonaventura serve Luiz Adriano, perso ancora una volta dalla difesa interista (questa volta da Medel), ma Jesus compenserà con una diagonale ampia e fermerà il 9 rossonero prima della conclusione verso la porta.

Arrivato sulla trequarti Bonaventura serve Luiz Adriano, perso ancora una volta dalla difesa interista (questa volta da Medel), ma Jesus compenserà con una diagonale ampia e fermerà il 9 rossonero prima della conclusione verso la porta.

Tornando ai, pochi a dir la verità, problemi della difesa del Milan, possiamo dire che per quanto riguarda il primo tempo si possono riassumere con tre parole: ampiezza, Bonaventura e De Sciglio. Nelle due slide di seguito, nella prima si vedrà come la scarsa ampiezza della squadra rossonera e la mancanza della copertura di Bonaventura permetteranno a Guarin di rendersi ancora pericoloso.

I problemi di ampiezza sul campo del Milan evidenziati anche da questa occasione: Romagnoli esce su Perisic, De Sciglio stringe verso Zapata e Icardi, Guarin si infila nello spazio lasciato vuoto. Bonaventura ancora in ritardo.

I problemi di ampiezza sul campo del Milan evidenziati anche da questa occasione: Romagnoli esce su Perisic, De Sciglio stringe verso Zapata e Icardi, Guarin si infila nello spazio lasciato vuoto. Bonaventura ancora in ritardo.

Nella seconda, invece, di come una distrazione nel fare la linea del fuorigioco possa permettere all’attaccante avversario, solitamente letale dentro l’area di rigore, di presentarsi davanti al portiere. A parziale giustificazione di De Sciglio c’è il fatto che l’azione non fosse iniziata in maniera statica, ma che fosse partita da un calcio piazzato in favore del Milan in zona offensiva, da cui poi è partito un contropiede che ha portato Kucka a essere in linea con Romagnoli. Resta il fatto che De Sciglio fosse due metri fuori asse. Due.

I problemi del primo tempo per la difesa rossonera sono due: l'ampiezza sul campo e l'attenzione di De Sciglio. Il terzino rossonero sbaglia per tre volte la linea del fuorigioco, alla terza lascia Icardi da solo davanti a Diego Lopez.

I problemi del primo tempo per la difesa rossonera sono due: l’ampiezza sul campo e l’attenzione di De Sciglio. Il terzino rossonero sbaglia per tre volte la linea del fuorigioco, alla terza lascia Icardi da solo davanti a Diego Lopez.

Finito un primo tempo particolarmente scoppiettante e ricco di occasioni, specialmente per noi rossoneri, la ripresa è iniziata con quel sentore tipico che suggerisce che è quello il momento giusto per azzannare l’avversario al collo per lasciarlo morente a terra fino a fine partita. Il punto è che non ci si aspettasse che il morso l’avrebbero dato gli interisti, ‘sti farabutti.
A dir la verità, i primi minuti del secondo tempo hanno evidenziato ciò che il primo ha espresso: Bacca e Luiz Adriano hanno mostrato di sapere come rendersi pericolosi, ma l’Inter ogni volta che ha trovato impreparata la retroguardia del Milan ha rischiato di andare in porta.
Quello che ci è sfuggito live, direi praticamente a tutti, è la diversa disposizione dei nerazzurri nell’iniziare l’azione. Pensate che quando ho rivisto questa azione che ora vi mostrerò ho pensato fosse quella del gol, prima di rendermi conto che i minuti non coincidessero.
Ma cos’ha fatto Mancini? Niente di particolarmente elaborato, ma ha creato un diversivo: se in fase di non possesso l’Inter ha continuato a giocare per tutti e 90 i minuti con il 4-3-1-2, in fase di inizio azione nel secondo tempo si è schierata in modo diverso. L’allenatore di Jesi, viste le difficoltà di F. Melo di liberarsi dalla marcatura di Honda e viste le buone coperture dei milanisti facilitati dagli schemi “a specchio”, ha abbassato Kondogbia sulla stessa linea del brasiliano, alzando a destra Guarin, e abbassando a sinistra Jovetic, formando così un 4-2-3-1 che ha fatto scalare le marcature rossonere.

Nel secondo tempo l'Inter inizia l'azione in maniera diversa, abbassando Kondogbia a sostegno di Felipe Melo in aiuto dei due centrali di difesa e di Handanovic. Nel gioco delle scalate, Honda va su Kondogbia, Montolivo su F. Melo, Bacca su Medel, Bonaventura su Santon e a De Sciglio resta Guarin, che nel frattempo si alza.

Nel secondo tempo l’Inter inizia l’azione in maniera diversa, abbassando Kondogbia a sostegno di Felipe Melo in aiuto dei due centrali di difesa e di Handanovic. Nel gioco delle scalate, Honda va su Kondogbia, Montolivo su F. Melo, Bacca su Medel, Bonaventura su Santon e a De Sciglio resta Guarin, che nel frattempo si alza.

Nonostante un grosso buco centrale, le marcature a uomo sono state tenute bene senza il bisogno di scalare per coprire la mancanza di un compagno e l’azione si è spenta quando la palla è arrivata a Guarin. Fondamentale il ruolo di Kondogbia, che è andato a prendersi la palla basso tra i due centrali difensivi e poi si è sempre riproposto davanti a Melo, ma subito dietro ai tre trequartisti, in una sorta di 4-1-1-3-1 che ha aiutato l’Inter a sviluppare in maniera più fluida la manovra.
Proprio questa nuova disposizione e il nuovo modo di iniziare l’azione hanno provocato il problema nel pressing del Milan che è costato il gol interista. Nelle prossime cinque slide si vedranno i fotogrammi principali dell’azione che ha portato al gol decisivo di Guarin, condito da una serie di errori individuali dei rossoneri che hanno permesso al colombiano di arrivare al tiro. Nell’ordine: hanno sbagliato prima Honda, poi Bonaventura (probabilmente l’errore più grave) e poi De Sciglio con Montolivo, che hanno la colpa di far arrivare il pallone a Guarin prima e di non commettere fallo tattico poi. Questa l’analisi approfondita del gol:

Il gol dell'Inter, come tutti hanno visto, parte da lontano. C'è sicuramente merito dei nerazzurri per aver impostato fin dall'inizio della ripresa un nuovo modo di iniziare l'azione, ma questa in particolare è condita da qualche errore individuale dei rossoneri. Bacca pressa Handanovic, Honda è timido su Kondogbia e gli permette di ricevere la palla.

Il gol dell’Inter, come tutti hanno visto, parte da lontano. C’è sicuramente merito dei nerazzurri per aver impostato fin dall’inizio della ripresa un nuovo modo di iniziare l’azione, ma questa in particolare è condita da qualche errore individuale dei rossoneri. Bacca pressa Handanovic, Honda è timido su Kondogbia e gli permette di ricevere la palla.

La palla torna ad Handanovic, che riesce a servire di nuovo Kondogbia prima dell'arrivo di Bacca, ormai totalmente fuori posizione. L'errore di Honda è permettere a Kondogbia di ricevere palla con un pressing molle e non costringere il portiere nerazzurro al rinvio lungo.

La palla torna ad Handanovic, che riesce a servire di nuovo Kondogbia prima dell’arrivo di Bacca, ormai totalmente fuori posizione. L’errore di Honda è permettere a Kondogbia di ricevere palla con un pressing molle e non costringere il portiere nerazzurro al rinvio lungo.

Con Medel lasciato solo da Bacca, andato sul portiere, Bonaventura lascia la zona tra F. Melo e Santon per andare a pressare il cileno, Montolivo è nei pressi di F. Melo, De Sciglio guarda a vista Guarin. Ma Santon è solo. L'errore di Bonaventura è non rendersi conto che, una volta saltato, lui è il 4° uomo oltre la linea della palla.

Con Medel lasciato solo da Bacca, andato sul portiere, Bonaventura lascia la zona tra F. Melo e Santon per andare a pressare il cileno, Montolivo è nei pressi di F. Melo, De Sciglio guarda a vista Guarin. Ma Santon è solo. L’errore di Bonaventura è non rendersi conto che, una volta saltato, lui è il 4° uomo oltre la linea della palla.

Santon riceve palla e non ha opposizione, Montolivo non prende una posizione decisa e resta tra Felipe Melo e Guarin, teoricamente uomo di De Sciglio, ma che si sta andando a posizionare tra i due uomini rossoneri pronto a puntare Romagnoli. Zapata è su Icardi, Abate su Jovetic.

Santon riceve palla e non ha opposizione, Montolivo non prende una posizione decisa e resta tra Felipe Melo e Guarin, teoricamente uomo di De Sciglio, ma che si sta andando a posizionare tra i due uomini rossoneri pronto a puntare Romagnoli. Zapata è su Icardi, Abate su Jovetic.

Guarin punta secco Romagnoli, vede il taglio di Icardi a uscire verso destra (giustamente seguito da Zapata) e con una finta di destro si porta la palla sul sinistro. Romagnoli non può vedere il taglio di Icardi e non può sapere che Guarin sul destro non ci andrà mai, quindi copre il piede forte del colombiano. De Sciglio e Montolivo sono ormai irreparabilmente in ritardo.

Guarin punta secco Romagnoli, vede il taglio di Icardi a uscire verso destra (giustamente seguito da Zapata) e con una finta di destro si porta la palla sul sinistro. Romagnoli non può vedere il taglio di Icardi e non può sapere che Guarin sul destro non ci andrà mai, quindi copre il piede forte del colombiano. De Sciglio e Montolivo sono ormai irreparabilmente in ritardo.

Quel che giusto è giusto e, così come vanno sottolineati gli errori dei rossoneri, va sottolineato anche il bellissimo movimento che Icardi ha fatto per liberare lo spazio per il tiro di Guarin. Un movimento da campione vero.
Dopo il gol, però, si è giocato davvero poco e quel poco che si è fatto lo si è fatto male. A parte i due tiri di Balotelli il Milan ha smesso di costruire azioni fluide e il 90% delle nostre manovre sono passate da Abate che, ricevuta palla o da Zapata o da Montolivo, ha sempre cercato il movimento di Luiz Adriano. Ma, a differenza del primo tempo in cui le imbucate arrivavano dalla metà campo interista, nella ripresa il lancio verso il brasiliano è stato di più facile lettura per la difesa interista. Questa, in definitiva, può essere la slide simbolo del nostro secondo tempo.

Il fotogramma "simbolo" del secondo tempo del Milan: il lancio di Abate verso Luiz Adriano. Il 90% delle azioni rossonere della ripresa sono andate in questo modo. Un po' poco.

Il fotogramma “simbolo” del secondo tempo del Milan: il lancio di Abate verso Luiz Adriano. Il 90% delle azioni rossonere della ripresa sono andate in questo modo. Un po’ poco.

“Un po’ poco”, dice la didascalia della slide. E come dare torto a una simile affermazione? Il Milan ha dimostrato di non avere energie e idee sufficienti per impostare una vera e propria reazione, puntando solo sull’ingresso di Balotelli (ma perché non al posto di Honda? Non me lo spiegherò mai, nemmeno dopo aver visto la replica) e sui suoi lampi. La partita a tavolino era stata preparata bene e con un po’ più di freddezza nei momenti decisivi avremmo potuto chiudere il primo tempo in vantaggio anche di un paio di reti. La contromossa di Mancini che ci ha fatto perdere un po’ le misure del pressing, la mancanza di lucidità di alcuni uomini (Bonaventura su tutti, a cui forse il ruolo di “mezzala di corsa” non fa poi così bene) e la stanchezza arrivata nella ripresa hanno permesso all’Inter di vincere un derby che tutto sommato non meritava di vincere, ma che ha sottolineato tutto il lavoro che Mihajlovic ha ancora da fare per migliorare questa squadra. Le basi ci sono, ma si può e si deve fare di più.

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frailmari

Trequartista nella vita. Si è ritrovato in panchina perché dio usa il 4-3-3. #Gourcuffer | #staymezzapunta | #slidismo
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