#slidismo: l’analisi tattica di Milan-Roma

Ossia di come Inzaghi abbia fatto il figo con Garcia, riuscendo, nell’arco dell’intera stagione, a fare 4 punti contro i giallorossi. Ma se all’andata era il grande “Milan di dicembre”, al ritorno il merito è quasi tutto della “piccola Roma degli ultimi tre mesi”.

A inizio gara il Milan cerca di pressare alto le fonti di gioco romaniste, con van Ginkel a uomo su Pjanić (o su Nainggolan quando si scambiano ruolo), che si abbassa a impostare e ad aiutare De Rossi, e con Poli su De Rossi. Il Milan si schiera quasi con un 4-1-4-1.

A inizio gara il Milan pressa alto le due fonti di gioco della Roma: van Ginkel sale su Pjanić, Poli su De Rossi. È quasi una sorta di 4-1-4-1 in fase di non possesso.

A inizio gara il Milan pressa alto le due fonti di gioco della Roma: van Ginkel sale su Pjanić, Poli su De Rossi. È quasi una sorta di 4-1-4-1 in fase di non possesso.

La Roma, di contro, in fase di non possesso si mette con un 4-4-2, con Pjanić che va a pressare alto e con Doumbia a uomo su de Jong. I centrali di difesa del Milan, non trovando centrocampisti liberi per lo scarico, si appoggiano su Honda e su Bonaventura, quando quest’ultimi riescono ad abbassarsi tra le due linee di centrocampo e difesa della Roma. Honda sarà quello che più ci riuscirà per tutta la partita.

La Roma, invece, risponde con un 4-4-2 in fase di non possesso con Ibarbo e Gervinho ali nel 4-4-2 e Pjanić alto vicino a Doumbia. Non trovando centrocampisti liberi e con de Jong marcato, i centrali si appoggiano a Honda e Bonaventura tra le linee.

La Roma, invece, risponde con un 4-4-2 in fase di non possesso con Ibarbo e Gervinho ali nel 4-4-2 e Pjanić alto vicino a Doumbia. Non trovando centrocampisti liberi e con de Jong marcato, i centrali si appoggiano a Honda e Bonaventura tra le linee.

La partita è molto lenta, con poco ritmo, le due squadre non sono entrambe in un bel momento e si vede. Sviluppi tattici degni di nota non ce ne sono, ma il Milan sembra più pronto a sfruttare gli errori avversari. E in questa serata, come vedremo, errori della Roma ce ne sono stati tanti.
La prima occasione arriva sugli sviluppi di un calcio di punizione in fase offensiva per il Mila, la Roma si riassesta male e Gervinho si trova a destra. L’ivoriano non segue Antonelli, mentre Honda è a sinistra perché era sul punto di battuta della punizione. Il lancio di Paletta per il terzino rossonero è preciso e si crea un due contro uno con Florenzi, che resta in mezzo tra Antonelli e Honda e non trova il pallone. Il tiro del giapponese dopo la sponda di testa del numero 31 del Milan è buono, ma de Sanctis mette in angolo.

La prima occasione del Milan arriva su un cambio di gioco di Paletta, sugli sviluppi di una punizione in zona offensiva per il Milan. Gervinho si dimentica Antonelli e lascia Florenzi contro due.

La prima occasione del Milan arriva su un cambio di gioco di Paletta, sugli sviluppi di una punizione in zona offensiva per il Milan. Gervinho si dimentica Antonelli e lascia Florenzi contro due.

La Roma bloccando de Jong limita molto il possesso — già di suo sterile — del Milan e i centrali o trovano Honda e Bonaventura tra le linee, oppure provano il lancio lungo sul terzino, spesso intercettato o troppo lungo. La Roma, da parte sua, non riesce a sviluppare un giropalla veloce, un po’ per il pressing abbastanza organizzato dei rossoneri sulle fonti di gioco e un po’ per lo scarso movimento dei tre centrocampisti e dei tre attaccanti.
Il ritmo è bassissimo e le due squadre ferme nelle loro posizioni, che annullano quelle degli avversari. La carta che scombina il “tavolo” è l’ingresso di Ljajić al posto di Gervinho. Il numero 8 di Garcia è meno avvezzo alla fase difensiva in fascia e Abate e Honda si ritrovano spesso due contro uno con Torosidis.

Inzaghi in conferenza stampa post partita ha detto che il suo Milan non gioca in contropiede, ma la verità è che i pericoli dei rossoneri arrivano quasi sempre con una ripartenza. In questo caso Torosidis perde palla nella trequarti rossonera e Honda trova Bonventura in mezzo al campo, con De Rossi che va a vuoto. È una situazione di cinque contro sette e il contropiede non si sviluppa a velocità supersonica.

La seconda occasione rossonera arriva, come quasi sempre, sugli sviluppi di un contropiede. Nonostante la superiorità numerica dei romanisti, il Milan troverà la conclusione con il colpo di testa di Bonaventura.

La seconda occasione rossonera arriva, come quasi sempre, sugli sviluppi di un contropiede. Nonostante la superiorità numerica dei romanisti, il Milan troverà la conclusione con il colpo di testa di Bonaventura.

Anche al momento del cross di van Ginkel per lo stesso Bonaventura, il 28 rossonero è marcato da Nianggolan e Manolas. Il fatto che riesca a colpire di testa e a impegnare De Sanctis è più disattenzione della difesa che merito della manovra del Milan.

Al momento del cross di van Ginkel è Nainggolan a tenere Bonaventura, ma il belga si distrae guardando solo la palla e perde il centrocampista rossonero, che impegna severamente De Sanctis.

Al momento del cross di van Ginkel è Nainggolan a tenere Bonaventura, ma il belga si distrae guardando solo la palla e perde il centrocampista rossonero, che impegna severamente De Sanctis.

Pochi minuti dopo il Milan segna e, manco a dirlo, lo fa in contropiede. È Pjanić a perdere palla sulla pressione di Destro e di de Jong, ma la Roma è sbilanciatissima: sia Florenze che Torosidis sono altissimi, De Rossi è di fianco a Ljajić, Nainggolan non abbastanza a Pjanić e Manolas è l’unico nella metà campo giallorossa.

Il gol del Milan arriva sull'ennesimo contropiede: Pjanić non ha compagni liberi e viene pressato da Destro e de Jong. Perde il pallone con la Roma tutta nella metà campo rossonera.

Il gol del Milan arriva sull’ennesimo contropiede: Pjanić non ha compagni liberi e viene pressato da Destro e de Jong. Perde il pallone con la Roma tutta nella metà campo rossonera.

Quando parte il contropiede siamo in una situazione addirittura di 5 contro 4 per il Milan, gli altri uomini giallorossi, pur partendo da fermi e non dopo un'azione stancante, non riescono a rientrare.

Quando parte il contropiede siamo in una situazione addirittura di 5 contro 4 per il Milan, gli altri uomini giallorossi, pur partendo da fermi e non dopo un’azione stancante, non riescono a rientrare.

Il contropiede parte in situazione di 5 contro 4 e Honda decide di arrivare fino a fondo campo, nonostante sia Astori che Pjanić abbiano deciso di lasciare solo Destro, mentre Nainggolan segue van Ginkel e Manolas prende de Jong.

Pjanić non affronta subito Honda e gli permette di arrivare sul fondo, Astori lascia Destro libero, Nainggolan è su van Ginkel, Manolas su de Jong. Non si vedono nell'inquadratura, ma stanno arrivando Poli e Bonaventura totalmente soli.

Pjanić non affronta subito Honda e gli permette di arrivare sul fondo, Astori lascia Destro libero, Nainggolan è su van Ginkel, Manolas su de Jong. Non si vedono nell’inquadratura, ma stanno arrivando Poli e Bonaventura totalmente soli.

Al momento del cross van Ginkel taglia sul primo palo e Nianggolan, che guarda solo la palla, se lo perde lasciandolo segnare indisturbato, ma la sensazione è che, anche se l’olandese fosse stato marcato, Honda avrebbe potuto servire uno tra Poli e Bonaventura al limite dell’area, completamente soli. Quindi: male Pjanić a perdere palla lì, bravo il Milan a fare un contropiede veloce (quando si recupera palla a centrocampo e non al limite della propria area è un po’ più facile, eh), ma male la Roma nelle posizioni in campo in fase d’uscita palla al piede e malissimo nella transizione difensiva.

Al momento del cross Nainggolan si distrae e perde il taglio sul primo palo di van Ginkel, che può depositare facilmente in rete. La sensazione, però, è che la Roma su questa azione avrebbe preso gol in ogni caso.

Al momento del cross Nainggolan si distrae e perde il taglio sul primo palo di van Ginkel, che può depositare facilmente in rete. La sensazione, però, è che la Roma su questa azione avrebbe preso gol in ogni caso.

Nel secondo tempo il canovaccio tattico non cambia: la Roma resta lenta e prevedibile dal centrocampo in su, non trovando trame veloci rasoterra si affida spesso a lanci improbabili per Doumbia o Ibarbo; il Milan pressa bene le fonti di gioco e quando può si appoggia a Honda — soprattutto — e Bonaventura, aspettando le sovrapposizioni dei terzini e gli inserimenti di van Ginkel ad affiancare Destro.

Il secondo gol del Milan arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo: dopo la ribattuta, Bonaventura trova nuovamente largo Honda che va in uno contro uno con Ibarbo. In mezzo all’area, però, la Roma di dispone nuovamente malissimo. Astori è praticamente tra 4 giocatori, mentre tutti gli altri guardano la palla.

Il secondo gol della Roma arriva sugli sviluppi di un calcio d'angolo: quando Honda entra in possesso del pallone, la difesa romanista è schierata malissimo. Astori è tra 4 giocatori del Milan.

Il secondo gol della Roma arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo: quando Honda entra in possesso del pallone, la difesa romanista è schierata malissimo. Astori è tra 4 giocatori del Milan.

Honda riesce a saltare Ibarbo e al momento del cross Pjanić tiene de Jong, Manolas è su Alex, mentre Astori si trova a metà strada tra Destro e Paletta. Il tempo che ci mette a capire dove va la palla e a fare il movimento gli fa perdere Destro, che va a segnare di testa. L’errore finale agli occhi di tutti sarà quello di Astori, ma in realtà Nainggolan è senza uomo da marcare, con Torosidis che va a cercare di fermare il cross e De Rossi a zona sul primo palo.

Al momento del cross, Pjanić scende a prendere de Jong, Manolas segue Alex, ma Astori si ritrova tra Destro e Paletta. Nainggolan, poco avanti a de Jong, è completamente senza uomo.

Al momento del cross, Pjanić scende a prendere de Jong, Manolas segue Alex, ma Astori si ritrova tra Destro e Paletta. Nainggolan, poco avanti a de Jong, è completamente senza uomo.

Entra Iturbe per Ibarbo, ma proprio su una punizione guadagnata dall’argentino la Roma si fa trovare nuovamente impreparata. Diego López con le mani trova bene Honda, Nainggolan anziché temporeggiare lo affronta, si fa saltare e il Milan può partire in contropiede tre contro quattro. Il passaggio di Honda a Poli sarà di poco troppo lungo e, dopo un rimpallo con Florenzi, Bonaventura si ritroverà l’occasione di fare il 3 a 0, ma sparerà fuori. Altra azione iniziata per colpa della brutta disposizione romanista e per la cattiva scelta di Nainggolan, vero peggiore in campo di serata per la Roma.

Poco dopo il 2-0 la Roma rischia di prendere anche il terzo gol: sul rinvio di Diego López, Honda supera Nainggolan, che non temporeggia, e lui e Poli si ritrovano 2 contro 1 con Torosidis. La palla sarà leggermente lunga.

Poco dopo il 2-0 la Roma rischia di prendere anche il terzo gol: sul rinvio di Diego López, Honda supera Nainggolan, che non temporeggia, e lui e Poli si ritrovano 2 contro 1 con Torosidis. La palla sarà leggermente lunga.

La Roma, che già prima era lenta e fin troppo compassata, accusa il colpo e si sfilaccia ancora di più, cercando sempre di attaccare per vie centrali e trovandosi in un imbuto. L’infortunio di Antonelli e il conseguente ingresso di Bocchetti, però, rivitalizzano Iturbe, che da quel momento troverà sempre il modo di creare pericoli alla difesa milanista. Il successivo ingresso di Totti, poi, spinge Inzaghi a sistemarsi con un super difensivo 4-5-1 e questo permette alla Roma negli ultimi venti minuti di alzare il baricentro e di prendere coraggio.

Con l'ingresso di Iturbe e Totti il Milan si schiaccia su due linee formando un un 4-5-1, con Bonaventura e Honda che devono seguire i terzini avversari.

Con l’ingresso di Iturbe e Totti il Milan si schiaccia su due linee formando un un 4-5-1, con Bonaventura e Honda che devono seguire i terzini avversari.

La Roma su rigore, fischiato a seguito di un rimpallo favorevole e non di un’azione manovrata, trova il gol dell’1 a 2 e il Milan si spaventa ancora di più. L’ingresso di Pazzini per Destro ha una sola motivazione: prendere falli e far salire la squadra. Pazzini, per nostra fortuna, riesce molto bene nell’intento, sfruttando la fin troppa veemenza di Manolas su di lui.
Ma i rossoneri si abbassano troppo e si schiacciano al limite della propria area di rigore. L’ingresso di Totti, la stanchezza di Bonaventura e la presenza di Bocchetti facilitano il lavoro di Iturbe in fascia, che più di una volta prenderà d’infilata il terzino rossonero alle spalle e si porterà dentro l’area di rigore creando i presupposti di un’azione pericolosa.

Gli ingressi di Totti e - soprattutto - di Bocchetti rivitalizzano Iturbe, che contro il terzino napoletano riuscirà sempre ad arrivare sul fondo passandogli alle spalle e creando pericoli alla retroguardia rossonera.

Gli ingressi di Totti e – soprattutto – di Bocchetti rivitalizzano Iturbe, che contro il terzino napoletano riuscirà sempre ad arrivare sul fondo passandogli alle spalle e creando pericoli alla retroguardia rossonera.

Ma è troppo tardi, le paure di Milan non diventano realtà e i rossoneri portano a casa tre punti in una partita tutto sommato brutta dal punto di vista tattico, con una squadra — il Milan — che fa sempre le stesse cose e le fa molto lentamente e un’altra — la Roma — davvero involuta dal punto di vista fisico e delle idee.
Un Garcia che non ha saputo trovare situazioni tattiche favorevoli, se non Iturbe a puntare in profondità Bocchetti nel finale, ha dato modo a Inzaghi di uscire da San Siro come vincitore morale del duello, pur non facendo nulla di che. Un vero Fonzie.

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frailmari

Trequartista nella vita. Si è ritrovato in panchina perché dio usa il 4-3-3. #Gourcuffer | #staymezzapunta | #slidismo
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